Incontro davvero intenso quello che Mercoledì 5 Febbraio ha avuto come protagonisti la Sezione di Fermo e Fabrizio Pasqua, arbitro CAN B della Sezione di Tivoli e nostro ospite nazionale nell’ambito del progetto che già da qualche anno vede l’assegnazione da parte del Comitato Nazionale di un componente degli Organi Tecnici Nazionali alle sezioni, per palesare lo scopo di traino e di motivazione dei colleghi che si trovano nell’Olimpo nei confronti della periferia della nostra Associazione.
Davanti ad una sala affollattissima, la riunione è iniziata con un video di benvenuto a Fabrizio ripercorrente le tappe più importanti della sua rapida carriera: dopo solo due anni di militanza in CAN D viene promosso nel 2008 in CAN PRO per approdare, dopo quattro anni e la direzione di numerose partite di spicco tra le quali la finale di andata dei play-off del girone B e quella di ritorno del girone A di Prima Divisione, in CAN B; qui si mette subito in buona luce tanto chè l’11 Maggio 2013 esordisce in Serie A. A questo può aggiungere la straordinaria esperienza del Luglio 2012 a Shanghai per la Manchester United Premier Cup, insieme al collega Eugenio Abbattista, in quanto migliori fischietti promossi in CAN B. Davvero l’esempio fatta persona di come ogni traguardo raggiunto deve essere un punto di partenza.
La parola è passata, quindi, all’ospite che ci ha mostrato immagini di episodi di sue gare recenti dalle quali si potevano cogliere numerosi insegnamenti, per non sottovalutare momenti della partita che possono rovinare una prestazione: dall’attenzione ai falli tattici sul calciatore più tecnico che porta a provvedimenti disciplinari indipendentemente dal minuto di gioco, alla repressione dei cosiddetti “falli intimidatori” passando per il sempreverde e complesso fallo di mano; il tutto infarcito dalla testimonianza della preziosa collaborazione Arbitro-Assistente Arbitrale e, fortuna sua, Quarto Uomo, nella valutazione di condotte nei pressi dei due focolari sempre pronti ad accendersi che sono le panchine. Questi filmati sono stati intervallati da considerazioni molto condivisibili del nostro relatore che denotano quanto anche ora sia rimasto con i piedi per terra e, soprattutto, quanto già dal primo giorno che si è seduto in sezione avesse fame di fare esperienza per porsi nuovi obiettivi; proprio l’ESPERIENZA è stata un tema fondamentale della sua carriera perchè ogni volta che chiedeva “Ma cosa ci vuole per arrivare in Eccellenza, Serie D o Serie B?” si sentiva rispondere questa parola estremamente significativa di come ad arbitrare si migliora solo arbitrando. Concetto accompagnato con la straordinaria metafora del riempimento di un secchio con il proprio sudore per poter essere sufficientemente pronti per il salto di categoria e il tempo in cui si riesce a riempirlo dipende da noi stessi.
Un ultimo aspetto sottolineato, altrettanto imprescindibile per il nostro mestiere, è stato il fatto di continuare a fare sacrifici e non abbattersi se subito non si riesce ad emergere, senza mai andare in polemica con chi, avendo più esperienza come l’Osservatore Arbitrale, ci viene a dare qualche consiglio, con l’onesta intellettuale di capire, però, che se più volte siamo oggetto degli stessi rilievi e non riusciamo più a migliorare allora abbiamo raggiunto la nostra Serie A.
Proprio con l’augurio di arrivare al nostro personale traguardo più alto possibile Fabrizio ha congedato la platea, omaggiandoci anche della sua divisa da gara e ponendo l’attenzione sul fatto che avere il cognome impresso sulla propria maglia deve essere motivo di orgoglio e di sprono a continuare a versare sudore, onorando degnamente questa nostra passione.